Bonus baby sitter, le novità in arrivo con il DL 30/2021: voucher fino a 100 euro la settimana per alcuni lavoratori

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17/03/2021

Sul Bonus Baby Sitter arrivano importanti aggiornamenti tramite il DL n. 30 risalente allo scorso 12/03. Interessati alla misura diverse categorie di lavoratori, tra le quali gli autonomi e i sanitari. Ecco tutte le novità da conoscere.

Bonus baby sitter, le novità in arrivo con il DL 30/2021: voucher fino a 100 euro la settimana per alcuni lavoratori

Sul bonus baby sitter 2021 arrivano importanti aggiornamenti. La misura di natura assistenza è diventata fondamentale in un periodo delicato come quello attuale. La pandemia ha colpito in diversi modi i lavoratori. Tra le difficoltà emerse a seguito dei lockdown e dei provvedimenti restrittivi alla mobilità ci sono anche i vincoli genitoriali per il lavoro di cura dei figli.

Per offrire un aiuto concreto, il governo ha provveduto in diverse occasioni all’erogazione di voucher assistenziali. Il nuovo contributo legato al bonus baby sitter 2021 garantirà fino a 100 euro alla settimana, purché si rientri nelle categorie indicate dall’esecutivo e ci si trovi nella necessità di curare i figli in quarantena, oppure in didattica a distanza (DaD). Vediamo quindi come funziona il nuovo meccanismo di assistenza, chi può richiederlo e quali sono i vincoli di incompatibilità.


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Bonus baby sitter 2021: il nuovo provvedimento in arrivo con il decreto legge n. 30 del 12 marzo

Partiamo con l’indicazione del contesto normativo all’interno del quale viene confermato il nuovo Bonus baby sitter 2021. Il provvedimento è stato avviato con il DL numero 30 dello scorso 12 marzo 2021. In particolare, la nuova misura si rivolge ai lavoratori che risultano genitori di bambini coinvolti in quarantena o in misure di lockdown. Tra i meccanismi di sostegno previsti ci sono anche i congedi parentali.

Ma come funziona il nuovo pacchetto di aiuti ed a chi è rivolto? A livello pratico, il nuovo beneficio assistenziale viene garantito agli operatori del settore sanitario, ai medici e alle forze dell’ordine. L’estensione è prevista, inoltre, anche in favore dei lavoratori autonomi e alle persone impiegate i specifici settori considerati come essenziali nella gestione della pandemia. L’operazione punta a erogare settimanalmente uno o più buoni baby sitter. Il rimborso massimo è possibile nella misura di 100 euro alla settimana.


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Come funziona il nuovo bonus baby sitter: le categorie indicate dal decreto

Entrando nello specifico, le categorie indicate dal decreto sono numerose. Troviamo i lavoratori autonomi e gli iscritti alla gestione separata dell’Inps. Abbiamo poi il personale del comparto sicurezza, difesa e pubblico soccorso. Infine, rientrano i dipendenti del settore sanitario pubblico (e del privato accreditato). Oltre a medici e infermieri, ci sono tecnici di laboratori biomedici, radiologi e operatori OSS.

I beneficiari maturano il diritto al bonus baby sitting per i figli conviventi durante la sospensione dell’attività didattica in presenza o per tutta la durata dell’infezione da Covid-19 del figlio. Il bonus può essere richiesto anche quando il figlio viene disposto in quarantena dall’ASL competente a seguito di un contatto a rischio. Da notare però che la misura di welfare non è compatibile con il bonus asilo nido. Oltre a ciò, non è possibile beneficiare della misura se uno dei due genitori beneficia di un congedo per Covid.

Come si richiede il nuovo bonus baby sitter

Con il decreto legge dello scorso 12 marzo 2021 il Consiglio dei Ministri ha stanziato 282,8 milioni di euro al fine di garantire un sostegno alle famiglie che si sono trovate nell’impossibilità di portare i figli presso il proprio istituto scolastico. Le risorse sono da considerarsi come aggiuntive rispetto ai bonus baby sitter già erogati tramite il cosiddetto libretto di famiglia.

Per poter usufruire dei nuovi provvedimenti di welfare, come già avvenuto in precedenza, sarà necessario rivolgersi all’ente pubblico di previdenza. L’Inps non ha ancora provveduto a diramare le nuove istruzioni, ma la procedura seguirà con molta probabilità l’iter già consolidato. Sarà quindi necessario inoltrare apposita domanda non appena l’istituto avrà provveduto a emanare le istruzioni attuative. La pratica potrà essere inoltrata in via diretta o tramite l’assistenza gratuita offerta dai patronati.

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